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In meno di 100 anni il progresso scientifico-tecnologico ha semplificato molto la nostra esistenza, pensiamo all’utilizzo del computer e dei telefoni cellulari, e internet che ogni giorno connette le persone in ogni parte del mondo diminuendo le distanze e facilitando le relazioni. Ora molto velocemente si sta sviluppando un ampio ramo della ricerca sull’Intelligenza Artificiale (IA) e già i robot sono di grande aiuto in molte attività. L’avvento di nuove tecnologie è sempre accompagnato da domande circa il nostro futuro, ma l’IA è una tecnologia che ci tocca più da vicino nell’intimità di esseri umani. È possibile che si possa arrivare ad una realtà in cui i robot potranno essere pari agli esseri viventi o addirittura sviluppare qualità superiori a quelle di un essere umano? Spesso arriviamo a concludere che non saranno mai uguali a noi in quanto non sono provvisti di una coscienza. Ma l’esistenza della coscienza è strettamente collegata alla materia? Sorge da reazioni elettrochimiche che avvengono nel nostro cervello? È possibile che la coscienza sia qualcosa di diverso rispetto alla materia?
Sulla linea di queste domande il prof. Antonio Chella, professore ordinario di Intelligenza Artificiale e Robotica all'Università di Palermo, e Sonam Wangchuk, esperto di programmi ponte fra scienza occidentale e buddhismo apriranno una discussione sull’IA e sulla coscienza come viene descritta dalla psicologia buddhista. Questo incontro ci darà l’opportunità di ascoltare i pareri di due esponenti del mondo scientifico e ci fornirà uno spunto di riflessione su cosa sia la coscienza.


