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Quando parliamo di transizione ecologica, il settore dei trasporti rimane uno degli snodi più complessi. È responsabile di circa il 15% delle emissioni globali di gas serra e continua a crescere, soprattutto nelle aree urbane. Le città diventano così il luogo dove la sfida ambientale si fa più concreta: traffico, inquinamento, salute pubblica. È qui che la riduzione delle emissioni diventa un’urgenza, e non più un obiettivo di lungo termine.
In questo scenario nasce e cresce MUV Game, parte del portfolio Magnisi. L’idea alla base è semplice, ma allo stesso tempo radicale: rendere la mobilità sostenibile un gioco, con regole chiare, sfide, tornei e premi. Non si tratta soltanto di incentivare i cittadini a spostarsi in modo diverso, ma di attivare dinamiche di gamification capaci di innescare un cambiamento comportamentale misurabile. Come spiega Domenico Schillaci, co-founder di MUV: “A noi piace raccontare la mobilità sostenibile urbana come uno sport di squadra. Allenamenti, sfide, tornei a squadre dove il cittadino, il dipendente, lo studente, che scarica la nostra applicazione inizia a giocare diventa un atleta della mobilità sostenibile urbana ed inizia a collaborare per iniziare a cambiare le proprie abitudini di mobilità e virare verso scelte più sostenibili.”
I numeri confermano che non si tratta solo di un’idea accattivante. Negli ultimi anni, i tornei organizzati da MUV hanno generato centinaia di migliaia di chilometri percorsi senza auto privata e tonnellate di CO₂ risparmiata. Ma il dato forse più interessante, emerso dalle analisi condotte tra il 2022 e il 2024, è un altro: il 31% dei partecipanti ha effettivamente consolidato un cambiamento stabile nelle proprie abitudini di mobilità. Quasi un terzo delle persone coinvolte non si è limitato a “giocare” durante la sfida, ma ha modificato in modo permanente il proprio comportamento.
Gli esempi concreti sono molteplici. Con INAIL, MUV ha aiutato a redigere 14 piani spostamento casa–lavoro, basandosi sui dati raccolti dai dipendenti durante il torneo “Giochiamoci il futuro”. Con Fondazione Unipolis, ha coinvolto oltre 2.000 studenti della Gen Z in tutta Italia attraverso il Torneo MOB. Ad Avellino, il progetto “I move green 2” ha certificato i percorsi in bicicletta di 100 lavoratori che hanno ricevuto un incentivo economico per ogni chilometro percorso senza auto. E a Cagliari, una sfida a premi ha accompagnato il lancio del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile.
L’impatto generato da MUV si collega chiaramente a diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): l’11, dedicato a città e comunità sostenibili; il 13, sulla lotta al cambiamento climatico; e il 3, salute e benessere, grazie ai benefici della mobilità attiva.
Guardando avanti, la visione è ambiziosa e ben delineata. MUV punta a diventare una piattaforma globale per la promozione della mobilità sostenibile, semplice da adottare e scalabile. Questo significa espandersi a livello geografico, con un occhio ai mercati extraeuropei come Asia e Sud America, e al tempo stesso evolvere tecnologicamente, passando dall’app proprietaria a un modello SaaS aperto, con un SDK integrabile in altre applicazioni e servizi.
Per chi osserva MUV da prospettiva di investimento a impatto, ciò che emerge è la capacità di coniugare tre elementi: scalabilità, misurabilità e cambiamento reale dei comportamenti. Non solo chilometri percorsi o tonnellate di CO₂ risparmiata, ma la prova che la sostenibilità può diventare una sfida collettiva capace di trasformare in modo strutturale i nostri modelli di mobilità.
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